Entra in funzione lo stabilimento “Lighthouse” di Schaeffler a Taicang: i robot umanoidi iniziano ad assemblare altri robot umanoidi

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Il 20 ottobre, Schaeffler ha inaugurato ufficialmente a Taicang, nella provincia di Jiangsu, uno “stabilimento faro” dedicato ai robot umanoidi. All’interno di questo stabilimento di circa 7.500 metri quadrati, sei robot umanoidi lavorano in modo collaborativo su cinque postazioni di lavoro per gestire le operazioni di carico, smistamento, assemblaggio, ispezione, etichettatura e imballaggio di moduli articolari, quali attuatori lineari e rotativi. Schaeffler definisce questo sviluppo come il momento in cui i moduli articolari chiave per la prossima generazione di robot umanoidi entrano nella fase di produzione di massa.

L’idea di “umanoidi che costruiscono umanoidi” potrebbe facilmente essere liquidata come mera retorica di marketing; tuttavia, un’analisi della configurazione della linea di produzione rivela che si tratta di ben più di una caratteristica superficiale e dimostrativa. La struttura integra quattro componenti funzionali chiave: linee di assemblaggio intelligenti, centri di formazione e acquisizione dati, piattaforme di gemelli digitali e centri dati. Il gemello digitale rispecchia in tempo reale la linea di assemblaggio fisica, grazie a sensori che acquisiscono dati sulla precisione di assemblaggio, sui tempi di ciclo delle singole fasi, sul consumo energetico e sullo stato delle apparecchiature. Ciò consente di testare e ottimizzare le modifiche di processo all’interno di un ambiente virtuale prima di implementarle sulla linea di produzione reale. In sostanza, Schaeffler sta trasformando il processo stesso di “come un robot svolge il proprio lavoro” in una risorsa di dati — che può essere acquisita e migliorata in modo iterativo — piuttosto che limitarsi a vendere una semplice raccolta di moduli articolati.

L’allestimento del centro di formazione è particolarmente significativo. Qui, i robot umanoidi apprendono compiti quali l’ispezione visiva, l’imballaggio, la movimentazione dei materiali, lo spostamento dei contenitori e il rifornimento a bordo linea — il tutto in un ambiente modellato sulle condizioni reali presenti nei circa 100 stabilimenti Schaeffler in tutto il mondo. In altre parole, le competenze acquisite dai robot possono essere applicate direttamente alle linee di assemblaggio per la validazione e la messa a punto, con dati perfettamente integrati tra formazione, simulazione e produzione. Se questo modello avrà successo, l’offerta di Schaeffler al mercato andrà oltre i semplici attuatori per includere competenze robotiche e know-how nell’implementazione, il tutto convalidato in ambienti industriali reali.

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Jochen Schröder, Direttore operativo di Schaeffler, ha affermato che si tratta del primo caso, all’interno della rete globale dell’azienda, di uno scenario produttivo a ciclo chiuso in cui “gli umanoidi assemblano altri umanoidi”. Schaeffler aspira a diventare un fornitore leader e il partner tecnologico di riferimento nel campo della robotica umanoide. Zhang Yilin, amministratore delegato per la regione della Grande Cina, ha offerto una prospettiva più strettamente allineata al mercato locale: mentre il settore della robotica umanoide in Cina entra in una fase di rapida crescita, Schaeffler punta ad accelerare lo sviluppo del proprio ecosistema sfruttando le proprie capacità locali in materia di ricerca e sviluppo, produzione e sinergie industriali.

I dati relativi agli ordini indicano che questo segmento di attività sta effettivamente acquisendo slancio. Nel terzo trimestre del 2026, Schaeffler ha acquisito due nuovi clienti nella regione della Grande Cina, portando il proprio portafoglio ordini globale per il settore dei robot umanoidi a circa 400 milioni di euro, in aumento rispetto ai 350 milioni di euro del trimestre precedente. Sebbene i 400 milioni di euro rappresentino ancora una piccola frazione dei 17,5 miliardi di euro di fatturato di Schaeffler nei primi tre trimestri, il tasso di crescita e l’espansione della sua base clienti sono degni di nota. Il vantaggio fondamentale di Schaeffler in questo settore risiede nelle viti a rulli planetarie; attraverso le sue controllate GSA e Rollvis, nonché Ewellix — acquisita nel 2022 — l’azienda e le sue affiliate detenevano un tempo una quota di mercato combinata del 66% nel mercato cinese delle viti a rulli planetarie di fascia alta. In quanto componente di trasmissione fondamentale per gli attuatori lineari nei robot umanoidi, questo componente presenta elevate barriere tecniche ed è difficile da sostituire.

Tuttavia, questo vantaggio non è privo di punti deboli. Le principali aziende di robotica umanoide, come Tesla (con il suo progetto Optimus) e Figure AI, stanno perseguendo una strategia di integrazione verticale, sviluppando autonomamente i propri attuatori e componenti di trasmissione. Schaeffler si trova di fronte a un paradosso strutturale: la sua più ampia base di potenziali clienti è anche il gruppo più propenso a scavalcarla sviluppando soluzioni proprie. In questo contesto, il valore delle “fabbriche faro” e dei centri di formazione risiede nella creazione di un ulteriore livello di difesa, che combina capacità produttive, dati specifici per le applicazioni ed esperienza di implementazione. Anche se i clienti decidessero di sviluppare determinati componenti internamente, avrebbero comunque bisogno di competenze esterne per l’assemblaggio dell’intero sistema, la convalida dei processi e il passaggio alla produzione di massa. Schaeffler scommette che questo tipo di domanda si rivelerà più duratura rispetto al semplice approvvigionamento di singoli componenti.

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Se considerata nel contesto del settore manifatturiero cinese, questa fabbrica assume un ulteriore livello di importanza. L’ambiente di formazione presso lo stabilimento di Taicang è modellato sulle condizioni reali presenti nei circa 100 stabilimenti di Schaeffler in tutto il mondo; ciò implica che le competenze in materia di robotica e i dati accumulati in Cina hanno il potenziale per essere replicati in altre regioni. Questo approccio si discosta dal percorso tradizionale seguito dalle imprese straniere — che in genere prevedeva il “trasferimento in Cina di linee di produzione già consolidate” — e suggerisce invece un modello in cui le nuove soluzioni vengono prima sperimentate e perfezionate in Cina prima di essere esportate altrove. Quando Zhang Yilin parla di “sfruttare le capacità locali per accelerare lo sviluppo di un ecosistema in Cina”, probabilmente non si riferisce solo alle vendite locali, ma indica investimenti sostanziali nella ricerca e sviluppo e nella capacità produttiva locali.

Naturalmente, una singola “fabbrica faro” non cambia la realtà fondamentale secondo cui l’industria dei robot umanoidi è ancora agli albori. Con sei robot che eseguono cinque processi distinti in postazioni di lavoro fisse, l’attuale configurazione è ben lontana dal concetto di “funzionamento autonomo da parte di robot umanoidi generici”. Persino la stessa Schaeffler si guarda bene dall’esagerare la situazione; Schröder descrive l’iniziativa come “il passaggio dei robot umanoidi dalla teoria alla pratica industriale” — ben lontano dal dichiarare la tecnologia matura. La vera prova arriverà durante la fase di aumento della produzione: sarà possibile stabilizzare il tasso di rendimento dei moduli articolari? Le competenze acquisite nei centri di formazione potranno essere trasferite in diversi ambienti operativi? E sarà possibile evadere gli ordini per 400 milioni di euro nei tempi previsti, ottenendo infine nuovi contratti? Una fabbrica faro è un punto di partenza, non la risposta definitiva.

ZMS BEARINGS CO., LTD. è un fornitore specializzato in soluzioni di cuscinetti di precisione per robot umanoidi in Cina. Progettiamo e produciamo un’ampia gamma di cuscinetti leggeri, ad alta coppia e ultraprecisi, tra cui cuscinetti a rulli incrociati, cuscinetti a sezione sottile, e cuscinetti ad azionamento armonico — progettati specificatamente per le articolazioni robotiche della vita, dell’anca, del ginocchio e del braccio.

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